Dati di scatto, Strumentazione e Software:
🔭 Telescopio Principale : Askar FRA 600
✨ Telescopio di Guida : integrata
🔬 Montatura : ZWO AM5
📸 Camera di Acquisizione : Asi 2600 MC Pro Duo
📸 Camera di Guida : integrata
🛠️ Impostazioni e Tempi : 66x300s @100 Guadagno, -10°C, 40 Dark, 40 Flat
🔍 Filtri : Optlong L-PARA
💻 Software di Acquisizione : ASIAIR PLUS
💻 Software di Guida :
🛠️ Software di Elaborazione : Siril, Pixinsight
la Nebulosa Medusa, catalogata come IC 443, uno dei resti di supernova più affascinanti e complessi del cielo profondo.
Si tratta di ciò che rimane dell’esplosione di una stella massiccia avvenuta circa 30.000 anni fa nella costellazione dei Gemelli, a una distanza di circa 5.000 anni luce dalla Terra. L’onda d’urto della supernova sta ancora oggi interagendo con il mezzo interstellare circostante, comprimendo e riscaldando gas e polveri: è proprio questa violenta interazione a dare origine alle strutture filamentose e frastagliate che ricordano i tentacoli di una medusa cosmica.Dal punto di vista fisico, IC 443 è un laboratorio naturale straordinario:
- le emissioni rosse e arancioni sono dominate dall’idrogeno ionizzato (H-alpha) e da regioni ricche di zolfo,
- le sfumature blu-verdi provengono da ossigeno doppiamente ionizzato (O III),
- i sottili filamenti testimoniano shock supersonici che viaggiano a centinaia di km/s.
Nella parte sinistra dell’immagine si nota una stella brillante azzurra (Eta Geminorum), che contribuisce a illuminare la regione e crea un forte contrasto cromatico con la nebulosa, aumentando la profondità scenica della composizione.
Osservare IC 443 significa guardare la fine di una stella e, allo stesso tempo, l’inizio di nuovi processi cosmici: gli elementi pesanti espulsi dall’esplosione arricchiscono il mezzo interstellare, diventando la materia prima per future stelle e pianeti. È una fotografia che racconta il ciclo della materia nell’Universo, sospeso tra distruzione e rinascita.